Vedere l’invisibile: esplorare l’Archivio Colla attraverso la visualizzazione dati
Centinaia di fotografie e bozzetti, decine di copioni, corrispondenze con artisti e istituzioni: l’Archivio del Teatro delle Marionette di Gianni e Cosetta Colla custodisce un patrimonio straordinario che documenta quasi duecento anni di storia del teatro di figura italiano (1824-2019). Ma come ci si può orientare in questa ricchezza? Come si possono scoprire connessioni tra materiali dispersi in serie diverse? Come capire quali periodi della vita della Compagnia sono più documentati e quali invece presentano lacune significative?
Nell’ambito del progetto PNRR Marionette 3.0 sono state affrontate queste domande applicando all’archivio le tecniche della data visualization, la disciplina che trasforma informazioni complesse in rappresentazioni visive. Il risultato è una piattaforma web che permette di esplorare l’archivio in modi completamente nuovi, rivelando pattern nascosti e offrendo prospettive inedite su un ricco patrimonio teatrale.
Dai documenti ai dati
La complessità della struttura gerarchica dell’archivio – dal fondo alle singole unità documentarie, passando per serie e sottoserie – è stata affrontata attraverso una visualizzazione interattiva di tipo zoomable circle packing. In questa rappresentazione l’archivio appare come una composizione di cerchi concentrici, ciascuno con dimensioni proporzionali al numero di documenti che contiene. Cliccando su un cerchio, questo si espande fluidamente rivelando i livelli successivi della gerarchia. È come osservare l’archivio da diverse altitudini: prima una panoramica dall’alto che mostra l’insieme, poi lo zoom progressivo sui dettagli, mantenendo sempre visibile il contesto.
Esplorare l’archivio con i grafici
Le visualizzazioni quantitative rivelano aspetti dell’archivio che altrimenti rimarrebbero nascosti. Dalle 2260 unità archivistiche distribuite in 10 serie emerge immediatamente un dato sorprendente: fotografie e bozzetti costituiscono circa il 75% del materiale complessivo, mentre il materiale multimediale è significativamente scarso. Questo dato racconta qualcosa di importante sulla cultura del lavoro della Compagnia Colla e, più in generale, sulla scarsa disponibilità di tecnologie di registrazione video accessibili alle compagnie teatrali fino agli anni recenti.
La dimensione temporale è ancora più rivelatrice. Attraverso grafici a barre sovrapposte organizzati per decenni, diventa immediatamente visibile una curva ascendente: la produzione documentale cresce progressivamente a partire dagli anni Quaranta del Novecento, con un picco straordinario negli anni Ottanta. All’estremo opposto della timeline emerge un’altra scoperta significativa: la scarsità di materiali ottocenteschi. Questi pattern raccontano la storia della Compagnia: il boom degli anni Ottanta corrisponde al periodo di maggiore vitalità creativa, quando Gianni e Cosetta Colla intensificarono le collaborazioni con artisti di primo piano come Luigi Veronesi. La scarsità ottocentesca riflette invece dispersioni e minore attenzione archivistica in un’epoca in cui il teatro di figura era considerato intrattenimento popolare più che patrimonio culturale.
Delle 2260 unità archivistiche totali, 1659 sono datate mentre 601 sono prive di datazione, circa il 27% del totale. Ma il dato aggregato nasconde differenze cruciali tra le serie: fotografie/diapositive e copioni mostrano le lacune più significative. I copioni antichi (1824 – 1929, sottoserie) raramente riportano l’anno di redazione originale. Le fotografie di scena venivano scattate senza annotazione sistematica della data, perché il loro scopo era documentare soluzioni sceniche, non creare un archivio storico. In molti casi, l’assenza di una data esplicita non implica tuttavia una perdita definitiva dell’informazione, che potrebbe essere ricostruita attraverso l’analisi incrociata di metadati, corrispondenze, programmi di sala e contesti produttivi.
Le reti invisibili: collaborazioni e corrispondenze
Un archivio teatrale non documenta solo spettacoli, ma reti di relazioni artistiche, collaborazioni creative, scambi intellettuali. Per rendere visibile questa dimensione relazionale è stato creato un network graph interattivo: i nodi rappresentano persone (la Compagnia Colla al centro, poi teatri, scuole, associazioni ecc.), le linee che li collegano rappresentano le collaborazioni documentate dall’archivio, con spessore proporzionale al numero di lettere scambiate. Questa visualizzazione permette scoperte immediate: chi erano i collaboratori più assidui? Quali figure ricorrono in diversi momenti della storia della Compagnia? Complementare al network graph è un Gantt chart che visualizza gli scambi epistolari su una linea del tempo. Ogni riga rappresenta un corrispondente; le barre orizzontali indicano i periodi in cui sono documentate lettere. Così diventa visibile non solo con chi Colla collaborava, ma anche quando e per quanto tempo.
Il lavoro di visualizzazione dell’archivio Colla vuole rendere i materiali accessibili in modi inediti. Un ricercatore potrà esplorare visivamente la struttura della collezione prima di decidere quali materiali consultare fisicamente. Uno studente potrà scoprire pattern e tendenze che lo porteranno a formulare nuove domande di ricerca. Un appassionato potrà navigare la storia della Compagnia attraverso rappresentazioni intuitive che non richiedono competenze archivistiche specialistiche. La piattaforma di visualizzazione dimostra come le tecnologie digitali possano trasformare il patrimonio archivistico da deposito statico a ambiente dinamico di esplorazione e scoperta, permettendo di vedere l’invisibile: i pattern nascosti, le connessioni latenti, la struttura profonda di una collezione che racconta quasi duecento anni di storia teatrale.
La piattaforma di visualizzazione dell’archivio Colla sarà resa disponibile nel corso dell’anno 2026.
Elena Radaelli
Università degli Studi di Milano






