Storia istituzionale-amministrativa

La Regia Università di Milano nacque dalla riforma dell’istruzione superiore promossa dal ministro della pubblica istruzione Giovanni Gentile (r.d. 30 settembre 1923, n. 2102), che prevedeva per il capoluogo lombardo un’Università finanziata in parte dallo Stato e in parte da altri enti pubblici e privati. L’attività dell’Ateneo iniziò nell’autunno del 1924 con le quattro facoltà tradizionali di Giurisprudenza, Lettere e Filosofia, Medicina e Chirurgia e Scienze.

La Facoltà di Lettere e Filosofia ereditò le funzioni della precedente Accademia scientifico-letteraria, attiva a Milano fin dal 1861 e confluita ora nella nuova Facoltà, mentre la Facoltà di Medicina sorse sulle solide basi degli Istituti clinici di perfezionamento, inaugurati nel 1906 da Luigi Mangiagalli come centro ospedaliero e di specializzazione scientifica. Gli organi di governo dell’Università, comuni a tutti gli atenei italiani, erano individuati dalla riforma Gentile e dal successivo testo unico del 1933 (r.d. n. 1592) nel rettore, nel senato accademico, nel consiglio di amministrazione, nei presidi di facoltà e nei consigli di facoltà: al C.d.a. spettava la gestione economica e patrimoniale; agli altri organi erano demandate "le attribuzioni di ordine scientifico, didattico e disciplinare"; il regolamento generale universitario, emanato nel 1924 (r.d. n. 674), specificava le reciproche sfere di competenza.

Nel 1935, contestualmente all’incremento della quota statale dei contributi per il mantenimento dell’Ateneo e in consonanza con le spinte centralizzatrici del regime fascista, fu abolita la distinzione gentiliana tra le università di Stato e quelle nate dal concorso dello Stato con altri enti. Gli anni Trenta videro il consolidamento dell’Ateneo milanese: nel 1929/30 venne istituito presso la Facoltà di Scienze il corso di laurea in Fisica applicata; contemporaneamente fu avviato il corso di perfezionamento in studi sindacali e corporativi; nel 1932 venne aggregato all’Università il R. Istituto superiore di Medicina veterinaria, risalente, come Scuola completa di veterinaria, al 1808; nel 1935 confluì il R. Istituto superiore Agrario, fondato nel 1870; i due Istituti, trasformati in Facoltà di Medicina veterinaria e in Facoltà di Scienze agrarie, portarono a sei il numero delle facoltà dell#180;Ateneo; inoltre, la Facoltà di Medicina e Chirurgia poteva contare sull’apporto delle maggiori strutture ospedaliere cittadine, trasformate in cliniche universitarie di cura e di insegnamento. Nel 1941/42 vennero poi attivati i corsi di laurea in Scienze biologiche e in Scienze geologiche.

Dopo gli ingenti danni materiali causati dai bombardamenti degli anni di guerra e nonostante le gravi ripercussioni sul bilancio universitario dell’inflazione del periodo 1942-1947, la fine della dittatura e la restaurata autonomia universitaria coincisero con l’avvio per l’Ateneo milanese di un’imponente attività di ristrutturazione e di ampliamento edilizio, che coinvolse soprattutto le facoltà scientifiche e che portò nell’arco di dieci anni, tra il 1945 e il 1955, al raddoppio della cubatura degli edifici. Nel 1957/58 fu istituito, nell’ambito della Facoltà di Lettere e Filosofia, il nuovo corso di laurea in Lingue e Letterature straniere moderne, contemporaneamente all’avvio del trasferimento delle due facoltà umanistiche nell’edificio restaurato della Ca’ Granda.

Gli anni Sessanta furono contrassegnati dal forte aumento delle iscrizioni, favorito da un provvedimento del 1961 di parziale apertura delle facoltà universitarie ai diplomati degli istituti tecnici e dalla legge n. 910 del 1969 che concedeva la piena liberalizzazione degli accessi: se gli iscritti nella seconda metà degli anni Cinquanta si erano mantenuti stabili tra 7300 e 7400, nel decennio successivo crebbero fino ai 19700 del 1969-70 (secondo anno della contestazione studentesca).

Nel frattempo, nel 1964 era stato avviato ad Agraria il nuovo corso di laurea in Scienza delle preparazioni alimentari e nel 1967 era stato inaugurato a Giurisprudenza il corso di laurea in Scienze politiche, poi trasformato nel 1970 nell’omonima Facoltà; nello stesso anno fu istituita la Facoltà di Farmacia. L’ordinamento amministrativo dell’Ateneo si mantenne abbastanza stabile fino alle riorganizzazioni degli uffici degli anni Settanta e fino alle riforme del 1980-1982, che introdussero la sperimentazione dipartimentale, effettivamente avviata a partire dal 1984.

Storia archivistica

Dal 1927 al 1942 l’archivio dell’Università si trovava presso la sede del rettorato e degli uffici amministrativi, in c.so di Porta Romana 10. Qui confluirono anche i fondi archivistici degli istituti anteriori alla fondazione dell’Università – Accademia scientifico-letteraria, Scuola superiore di medicina veterinaria, Scuola superiore d’agricoltura – correttamente interpretati come eredità amministrativa dell’Ateneo; questi fondi furono in buona misura mantenuti distinti dalle serie formate dall’attività dell’amministrazione universitaria, ma incorsero negli scarti e in parte nelle distruzioni belliche dell’ottobre 1942, seguite dal trasloco in via della Passione.

A partire dal dopoguerra, parallelamente all’archivio generale gestito dall’Ufficio archivio e all’archivio delle Segreterie di facoltà, iniziarono a formarsi diverse sedimentazioni documentarie trattate direttamente dai diversi uffici. Nel periodo 1948-1950 vi fu un intenso lavoro di riassetto dell’archivio, che interessò soprattutto il sistema di organizzazione dei fascicoli degli studenti e dei relativi registri di carriera. Dopo lo spostamento del rettorato e degli uffici nell’edificio restaurato di via Festa del Perdono, iniziò il processo di delocalizzazione dell’archivio, accentuatosi con l’apertura degli sportelli delle Segreterie delle Facoltà scientifiche in via Celoria (1971) e con l’inaugurazione della sede di via Conservatorio (per la Facoltà di Scienze politiche), dove venne dirottata parte della documentazione più vecchia.

Alla fine degli anni Novanta le serie documentarie dell’Ateneo, escluse le carte prodotte dai dipartimenti e dagli istituti, erano dislocate senza criteri predefiniti in nove depositi diversi, gestiti da diverse ripartizioni dell’amministrazione universitaria.

Ambiti e contenuto

L’Archivio storico si articola in due parti: l’Archivio proprio (5723 unità tra buste, registri e scatole), che accoglie le serie documentarie prodotte dall’attività degli organi e degli uffici dell’Università; gli Archivi aggregati (491 unità), che comprendono i fondi prodotti da diversi soggetti istituzionali, confluiti in tempi diversi nell’archivio dell’Ateneo.

Tra le serie dell’Archivio proprio si segnalano: i registri verbali del Senato accademico, del Consiglio di amministrazione e dei Consigli di facoltà; i fascicoli personali degli studenti cessati; i registri delle carriere degli studenti; i verbali degli esami di laurea e degli esami di profitto; i fascicoli personali dei candidati alle abilitazioni professionali; i fascicoli del personale cessato; i libretti delle lezioni del personale docente; il carteggio articolato sul titolario.

Negli Archivi aggregati sono compresi i seguenti fondi: Regia Scuola superiore di medicina veterinaria di Milano, poi R. Istituto superiore di medicina veterinaria (1807-1932, 232 buste e registri); Regia Accademia scientifico-letteraria di Milano (1861-1924, 128 bb. e regg.); Regia Scuola superiore d’agricoltura di Milano, poi R. Istituto superiore agrario (1870-1935, 58 bb. e regg.); Istituti clinici di perfezionamento di Milano e annessa Scuola di ostetricia (13 bb. e regg.): si tratta dunque di ciò che è sopravvissuto degli archivi di istituti d’istruzione di livello universitario attivi a Milano prima della fondazione della Regia Università (v. la storia istituzionale).

Oltre a questi fondi, entrati a far parte del complesso archivistico in ragione della confluenza dei rispettivi soggetti produttori nel nuovo Ateneo, gli Archivi aggregati ne includono altri che costituiscono il lascito documentario di attività amministrative collegate in vario modo all’operato dell’Università: in primo luogo, il Consorzio per l’assetto degli Istituti d’istruzione superiore (24 bb. e regg.), istituito nel 1913 come ente autonomo destinato alla realizzazione di un vasto piano edilizio per gli istituti superiori di Milano, la cosiddetta Città degli Studi; ma anche le carte dei Campi universitari d’internamento per militari italiani in Svizzera (29 bb. e regg.), le carte dell’Eredità Eugenio Diviani (6 bb.), i documenti della Società cooperativa edilizia tra il personale amministrativo dell’Università (1 b.). L’Archivio storico non comprende invece fondi personali di docenti acquisiti a vario titolo da istituti e dipartimenti.

Modalità di acquisizione

L’Archivio storico dell’Università degli Studi di Milano – pervenuto al Centro Apice dell’Ateneo a seguito delle operazioni di trasloco e concentrazione svoltesi tra febbraio e maggio 2005.

Altre localizzazioni di originali

Una parte del fondo della R. Scuola di medicina veterinaria di Milano (le serie Carteggio generale, Carteggio dell’Economato, Cataloghi degli scolari, Registri delle lezioni, Storie delle malattie redatte dagli studenti) è attualmente conservato presso la Biblioteca della Facoltà di Medicina veterinaria, in via Celoria 10. Il Repertorio dei contratti e la Rubrica alfabetica dei contraenti, dell’Archivio proprio dell’Università, sono conservati presso la Divisione attività legali, in via Festa del Perdono 7.

Strumenti di ricerca

L’Archivio storico dell’Università degli Studi di Milano. Inventario a cura di S. Twardzik, Milano, Cisalpino, 2005. Altri strumenti di ricerca, coevi all’archivio e ancora utilizzati dal personale dell’amministrazione, sono conservati dalla Divisione Segreterie studenti: lo Schedario generale alfabetico degli studenti cessati, lo Schedario generale alfabetico degli abilitati all’esercizio delle professioni, i Registri degli abilitati all’esercizio delle professioni (pp. 67 e 86-87 dell’Inventario).
I documenti dell’Archivio sono consultabili, salvo alcune eccezioni previste dagli articoli 4 e 5 del Regolamento per la consultazione degli archivi di Apice.

L’archivio è inventariato e consultabile su XDAMS.