Archivi della Parola, dell’Immagine e della Comunicazione Editoriale

Il Centro Apice è nato nell’ottobre del 2002 all’interno dell’Università degli Studi di Milano con l’obiettivo di raccogliere, conservare e valorizzare collezioni bibliografiche e archivistiche di fondamentale importanza per lo studio della letteratura, dell’arte e dell’editoria moderna e contemporanea.

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In primo piano


“Mangiarsi le parole. 101 Ricette d’autore”


La nuova strenna di Ateneo e il Centro Apice

E’ stata pubblicata la nuova strenna di Ateneo, a cura del prof. Luca Clerici: cliccando sull’immagine potrete vedere il video di presentazione del volume. Con un apparato iconografico importante, fornito per intero dal nostro Centro Apice, il libro raccoglie 101 ricette di scrittori italiani del Novecento. Da quelle di premi Nobel come Grazia Deledda e Giuseppe Ungaretti, agli inediti di scrittori come Simonetta Agnello-Hornby, Antonio Franchini, Giuseppe Lupo, Michele Mari, Walter Siti, Hans Tuzzi, e Andrea Vitali!

Quasimodo traduttore

Dialogo tra archivi e fondi

A quasi cinquant’anni dalla scomparsa di Salvatore Quasimodo (14 giugno 1968), poeta, letterato, premio Nobel per la letteratura 1959, lo “riscopriamo” tra le carte degli archivi del Centro Apice, nella sua importante veste di traduttore. Ne troviamo importanti testimonianze nell’Archivio Giudici e del Teatro Colla, nei Fondi Scheiwiller e Valdonega, oltreché nei diversi apporti provenienti dai fondi bibliografici. Ma in questa occasione ricordiamo soprattutto la sua traduzione dei “Catulli Veronensis Carmina”, pubblicato dalle Edizioni di Uomo nel 1945 e accompagnato da 15 illustrazioni di Renato Birolli, cifra perfetta della dialettica tra parola e immagine.

Apice in mostra

Mostra “Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943”

Fino al 25 giugno la Fondazione Prada ospita una mostra volta ad esplorare il sistema dell’arte e della cultura in Italia tra le due guerre mondiali. Il Centro Apice vi ha collaborato con la ricca documentazione dedicata al futurismo della “Collezione ‘900 Sergio Reggi“, seconda al mondo per ampiezza di materiali conservati. Da vedere!