Fortunio Liceti, "De monstris, ex recensione Gerardi Blasii...", 1668

Fortunio Liceti, "De monstris…", 1668

Il medico e bibliofilo Emilio Alfieri (Milano 1874-1949) fu dal 1927 alla direzione della Clinica ostetrico-ginecologica di Milano quale successore di Luigi Mangiagalli, fondatore e primo rettore dell’Università degli Studi.

Iniziò la sua collezione nei primi anni del XX secolo, quando a Perugia dirigeva la Scuola Ostetrica, acquistando volumi antichi di medicina. Nel corso di circa un quarantennio Alfieri formò la sua biblioteca che definì ginecologica perché orientata allo studio della donna, ma nel senso più ampio del termine. Così, accanto ai più importanti trattati di medicina, riunì volumi riguardanti l’amore, la religione, la psicologia e la sessuologia.

Il Fondo, acquistato nel 1953 dall’Università degli Studi, è composto da circa 5600 volumi, un migliaio di opuscoli e altrettanti numeri di periodici. Recentemente il Fondo è stato catalogato e riordinato recuperando l’originaria suddivisione che ne aveva dato l’Alfieri.

La parte antica comprende più di duemila edizioni pubblicate entro l’anno 1800, in cui si trova una sezione dedicata alla Historia Naturalis di Plinio, oltre ad edizioni di Aristotele, Ippocrate e Ovidio; il Fondo moderno è composto da più di 3000 edizioni, in cui sono presenti opere di scrittori come Boccaccio insieme a quelle di scienziati, chirurghi e anatomisti. La terza grande sezione è quella delle Miscellanee: di Ginecologia (2200 titoli), di Ostetricia (2700 titoli) e di Varia (1200 titoli); infine è presente la sezione dei Periodici che comprende 143 testate di diversa consistenza.


Il fondo è catalogato e consultabile dall’OPAC d’Ateneo.

Tutti gli incunaboli e le cinquecentine sono stati microfilmati.