G. da Verona, "I promessi Sposi", 1930

G. da Verona, "I promessi Sposi", 1930

Guido da Verona, pseudonimo di Guido Verona (Saliceto Panaro 1881 – Milano 1939), è stato un poeta e romanziere di origine ebraica.

Scrittore fecondo, acquisì grande popolarità nel 1911 con il suo primo romanzo Colei che non si deve amare, capostipite del romanzo d’appendice e della letteratura erotica. Pubblicò inoltre Mimi Bluette, fiore del mio giardino (1918), Sciogli la treccia, Maria Maddalena (1920) e molti altri romanzi, tutti di grande successo. Firmatario del Manifesto degli intellettuali fascisti nel 1925, nel 1929 pubblicò una parodia licenziosa dei Promessi Sposi, che contribuì a renderlo un intellettuale inviso al regime.

L’archivio di Guido da Verona, donato ad Apice dalla pronipote Selene Gallone Bonelli, conserva le carte dello scrittore rispecchianti soprattutto la sua attività letteraria (sono pressoché assenti invece carte private e corrispondenza).

Si tratta in massima parte di manoscritti autografi dello scrittore, riconducibili ai suoi rapporti col fascismo e con l’industria editoriale, scritti autobiografici e critici, pubblicistica, progetti per il teatro e per il cinema, materiale preparatorio per sceneggiature, manoscritti e abbozzi di romanzi e racconti.


L’archivio è inventariato e consultabile su XDAMS.